Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/485

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da migliori originali. Riuscirebbe di affermare qualche cosa se si potesse almeno congetturare il soggetto rappresentato nel pezzo, che diamo, e negli altri più interi. Se avessero rapporto a favole greche, non farebbe improbabile, che lo stile del lavoro fosse imitato parimente dallo stile greco, essendovisi notata della somiglianza colle figure dei due creduti più antichi vasi greci, o abusivamente etruschi, della collezione Hamiltoniana illustrati da Hancarville1; e avendo già osservato, e lo faremo di nuovo rilevare al numero XIV., che i Greci molto di buon’ora hanno portate, o migliorate le arti nella Magna Grecia, in Roma, e nelle sue vicinanze. La cista mistica illustrata qui avanti al numero 11. del Tomo iI., e la Minerva in bronzo della Granducale a Firenze, di cui si vede la figura presso il Gori2, benchè antiche assai, mostrano di essere o copiate da greci originali, o imitate, o fatte collo stile migliorato dai Greci; e abbiamo ricordate da Plinio3 le pitture di Marco Ludio Elota, nativo dell’Etolia, nel tempio di Cerere in Ardea anteriori a Roma; senza che possa ragionevolmente dubitarsi della sincerità, e antichità della iscrizione di esse, riportata dallo stesso Plinio, per le difficoltà proposte dal ch. Tiraboschi4; alle quali pare si soddisfi col dire, che Plinio avrà portati que’ versi secondo l’ortografia, e la pronunzia de’ suoi tempi, e direi quasi a senso: essendo continui gli esempi di ciò presso gli antichi scrittori. Così credo facesse Erodoto5 colle due celebri iscrizioni su due tripodi del tempio di Apollo Ismenio nella città di Tebe nella Beozia, e Plutarco6 colli due versi incisi da Teseo su quella colonnetta, che citammo pocanzi; e lo fece senza dubbio Cicerone riportando le parole di Ennio, e delle XII. Tavole. Molto oscuro è il soggetto di queste terre cotte principalmente per non essersi trovate intiere, o almeno seguita la rappresentazione. Nel pezzo, che illustriamo, è interessante la biga alata, se i cavalli sono forniti di ale finte naturali, come io credo, non di semplice ornato; vedendosi troppo chiaramente spuntare dalla vita senza verun indi-

  1. Tom. I. pl. 22. e 91.
  2. (Mus. etr. Tom. I. Tav. 28.
  3. lib. 35. cap. 10. sect. 37.
  4. Tom. I. par. I. §. XII.
  5. lib. 5. cap. 59. 60. pag. 400.
  6. oper. Tom. I. pag. 11.

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