Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/615

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delle Materie 597

alle colonne III. 99. rifatto da Silla, che ci portò le colonne del Tempio di Giove Olimpico in Atene II. 297. incendiato dai Vitelliani III. 293. restaurato da Vespasiano 294. e di nuovo da Domiziano, che fece fare le colonne di marmo pentelico in Atene, rilavorate in Roma 44. II. 565. qual forma avesse allora, e quale il rifatto da Silla III. 491. le sue porte furono spogliate delle lamine d’oro da Stilicone, e una parte delle tegole di metallo indorato, con altri ornamenti portati via da Genserico re de’ Vandali 270. II. 420. quando rovinato ivi, III. 326. suoi scalini fatti in ginocchione da Giulio Cesare, e da Claudio 81.

— di Giove Capitolino in Antiochia ornato da Antioco IV. re di Siria 11 292.

— di Giove Olimpico in Elide, di qual pietra fosse fatto II. 11. III. 19. 476. era di ordine dorico, e ipetro ivi, 507. sue proporzioni 40. coperto di tegole di marmo pentelico 23. II. 11. sue scale a chiocciola III. 80. suo frontispizio, e fregio come ornato 92. segg. II. 190. scudi dorati appetivi da Lucio Mummio 288. III. 98. tendone, che vi era alla porta, si tirava dall’alto al basso 69. saccheggiato da Silla II. 298. statua del nume, che vi era dentro, vedi Fidia .

— di Giove Olimpico in Antiochia, ornato da Antioco IV. re di Siria II. 292.

— di Giove Olimpico in Atene, cominciato da Pisistrato II. 377. III. 171. terminato da Antioco IV. re di Siria II. 292. sue colonne portate a Roma da Silla per il Tempio di Giove Capitolino 297. restaurato da Adriano, e maniera, con cui le colonne reggono l’intavolato 577. III. 61.

— di Giove Olimpico a Girgenti, sua epoca III. 121. seg. 127. sue proporzioni 40. altezza 65. forma delle sue colonne 43. diametro 119. 121. 126. seg. grandezza delle scanalature di esse 119. 125. le sue pietre erano unite con delle spranghe di legno, e maniera di alzarle in alto 31. 115. è forse il primo tempio falso-alato, e perchè così fatto 125. 506. detto in appresso Palazzo de’ Giganti, e perchè 30. descrizione di esso 115. segg.

— di Giove Tonante in Campidoglio, statue postevi davanti opera di Egesia II. 183. campanelli appetivi al frontispizio III. 101. quello, che tale si crede oggidì in Campidoglio d’ordine corintio, ha il fregio ornato di teschi di bove, e di strumenti di sacrifizj 99. ovolini, che vi si vedono tra mezzo ai dentelli 24S.

— di Giove a Dodona, rovinato dagli Erolj II. 273.

— di Giove, e di Giunone racchiusi nel Portico di Metello, dove fossero, e loro architettura III. 55. seg.

— di Giunone in Ardea, con pitture di Marco Ludio Elota, e iscrizione postavi 261. II. 70. III. 467.

— di Giunone Lacinia vicino a Crotona, tavole di marmo fattene levare, e portare a Roma da Quinto Fulvio Fiacco, che poi dovette rimandarle II. 160. 299.

— di Giunone Lucina, così detto, in Sicilia, osservazione su di esso III. 499.

— di Giunone vicino a Micene III. 98.

— di Giunone Regina sull’Aventino, percosso da un sublime II. 157.

— di Giunone a Samo, era come una galleria di quadri 261.

— d’Iside a Pompeja, e monumenti trovativi 112. 125. II. 9.

— della Libertà, pittura, che vi fece fare Tiberio Gracco rappresentante il tripudio del suo esercito a Benevento II. 154.

— della Pace in Roma, edificato da Vespasiano, e ornato di pitture come una galleria II. 363. I. 261. era a tre navate III. 79. avea scale a chiocciola 80. putto in bronzo, che vi collocò, opera di Boero II. 121. colonna, che ne fu tolta da Paolo V. eretta avanti la chiesa di s. Maria Maggiore 363.

— di Pallade in Atene, suo frontispizio ornato di bassirilievi III. 93. 99. era a tre navate, e avea la volta 79.

— di Pallade a Platea, con pitture di Polignoto, e di Pansia III. 101.

— di Pallade in Roma edificato da Domiziano nel Foro Palladio II. 366. maniera, con cui le colonne reggono l’intavolato III. 61. capitelli, dagli angoli de’ quali usciva un Pegaso 94.

— di Pallade nel promontorio Sigeo, vi furono attaccate le armi del poeta Alceo dagli Ateniesi III. 98.

— di Pallade in Sunio promontorio dell’Attica III. 128.

— di Pallade a Tegea 261. III. 59. Vedi Scopa.

— di Quirino, marmi toltine per fare le scale della chiesa dell’Araceli, e se fosse di peperino III. 81.

— detto del dio Redicolo alla Caffarella II. 369.

– di Roma, o di Romolo, tegole di bronzo indorato toltene da Onorio I. per metterle alla chiesa di s. Pietro in Vaticano III. 286. 326. vi sono stati trovati dietro i frammenti della pianta della città ora affissi nel museo Capitolino 286.

— di Sango, in cui Cata Cecilia moglie di Tarquinio Prisco fece collocare una statua II. 151.

— di Serapide in Alessandria pieno di tante belle statue 71. chiufo per ordine di Onorio, e fatto distruggere da Teodosio il Grande II. 417.

— del Sole in Roma fabbricato da Aurelia-