Pagina:Storia di Milano I.djvu/472

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
446 STORIA DI MILANO

senza trovare modo di soccorrere i suoi sudditi. Questa carestia nacque da un fenomeno fisico che riferirò poi. Attendentes temporum sterilitates, et guerrarum discrimina, dicesi in un decreto di Barnabò dell’anno 1369, nel quale introdusse il costume di mettere alle Gride i fondi per assicurare al compratore la proprietà1. L’anno 1372 con altro editto comandò Barnabò che nessuno ecclesiastico potesse allontanarsi dal luogo di suo domicilio senza suo permesso. L’ordine poteva essere necessario, attese le scomuniche e l’assoluzione dal giuramento di fedeltà dette di sopra; ma la pena d’essere subito gittati nel fuoco gli ecclesiastici contravventori è orrenda. Il Corio ci assicura che Barnabò dopo la pestilenza, la carestia e le perdite dello Stato, se volse contra de li miseri subditi che per quatro anni adietro havevano pigliato porci salvatici, ed altre selvaticine, onde a molti di loro faceva doppuo grande tormento cavare gli occhi, et inde suspendere per la gola, de li quali si riferisce essere ascesi al numero de cento. Assai magiore summa de le crudele e tyranice mano fugendo li faceva proscrivere, dinde gli pigliava ogni sua facultate, et a molti altri habitanti ne le ville non havendo il modo di satisfare al Fisco per le condemnatione, le case sue faceva brusare ... due Frati Minori andandogli per riprendere de sì inaudita extorsione senza alcuno riguardo gli fece brusare incolpandoli de nuova heresia2. Amava Barnabò la caccia singolarmente de’ cinghiali, e manteneva un grande numero di cani; come ciò facesse, ce lo dice il Corio all’anno medesimo: teneva cinque milia ca-

  1. Decreta Antiqu. Mediol. Ducum, pag. 34.
  2. Corio all'anno 1374.