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appartenenze popolo di S. Bartolommeo e San Tommaso in Via degli Speziali ap.° via, 2.° monache di S. Salvi, Ser Ottaviano Capponi e Ottavio Pinadori, 3.° Monaci di Certosa, 4.° la Commenda e rede di detto Cosimo.

«Comprarono dette monache dai signori Procuratori dei poveri vergognosi di S. Martino come beni in loro pervenuti stante la morte del Cav. Bartolommeo di Mariotto Steccuti in virtù del testamento del sig. Cosimo Iacopo Buonaccorsi Pinadori.»

Nell’Arroto del 1634 Quart. S. Maria Novella, a 139 si trova impostata la casa «ad uso di squola» in conto del cav. Bartolommeo Steccuti del Gonf. Leon Bianco, la quale eragli pervenuta per divisa «fatta dalla Sig. a Gostanza vedova donna fu di Bartolomeo Particini (3) e figlia di Iacopo Buonaccorsi Pinadori come beni restati nella eredità di Cosimo Pinadori come per decreto degli Ill.mi Sigg. Luogotenente e Conservatori del 19 ottobre 1633 e per partito dei Sigg. Officiali di Decima de’ 15 settembre 1534.»

Ed in conto della predetta Madonna Gostanza, si trova impostata la casa, come pervenutale per accettazione fatta con benefizio di legge d’inventario, da Cosimo Pinadori suo fratello, erede per metà, come da rogito di Ser Gio. Batta Pogli da Terranuova del 1623.

Nell’Arroto 1621 S. Gio. si trova detta casa come «redità jacente di Cosimo di Iacopo di Piero Pinadori del Gonf. Leon d’oro» curatore Antonio di Giusto del Frate, eletto per la Corte della Mercanzia sotto di 21 ottobre 1621.

Manca la prosecuzione di questa partita dal 1498 al 1621 e forse sarà stata descritta in conto dei precedenti proprietari negli Arroti stati dispersi dalla piena del 1567.

Nel Campione del 1498 Quart. S. Gio. Gonf. Drago, si trova descritto in conto di Daniello di Francesco di Lionardo Galli: