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156 strade ferrate

ancora, ma raddolcito almeno nella ragione d’un metro per mille, e più facile a rendersi uniforme, perchè trasversale al declivio del piano. Si verrebbe poi a diminuire d’altrettanto la successiva contrapendenza per salire lungo il Tánaro all’altipiano del Piemonte, che sembra esser alto all’incirca 280 metri; e perciò essa riescirebbe in generale del 2 per mille. La discesa dall’altipiano è per sè assai moderata, cioè di 40 metri e forse meno, sopra una distanza di ventimila, da Carmagnola alla parte più elevata del recinto di Torino; ed agevole è pure tutta la discesa fondamentale da Torino per Vercelli a Novara e Bufalora, cioè all’incirca dell’uno per mille. Più dolce ancora e in alcune parti orizontale, sarebbe la curva da Alessandria per Valenza e Casale a Vercelli; e intorno all’uno per mille salirebbe anche il tronco verso il Lago Maggiore, che riesce soli 194m sopra il mare, epperò non molti metri sopra Novara. Perlochè lo sforzo massimo delle pendenze sarebbe sempre intorno all’Apennino, e come si disse riescirebbe assai mitigato, se si seguisse il corso dell’Orba, e si portasse il passaggio del Po dalla foce della Scrivia fino al di sopra di quella della Sesia. Alla qual conseguenza, colle viste tecniche delle pendenze generali e della minor larghezza del fiume, collimano tutte le più sicure viste economiche, e, in cosa di sì facile evidenza possiamo dirlo, anche quelle della sicurezza militare. Ma tutte queste ricerche si vogliono ridurre a cifre precise; e bisogna largheggiare assai, e più che assai, nella quantità dei rilievi; elemento statistico che tornerà utile a cento altri servigi. E non conviene imitare la malaccorta strettezza, che, unita ad una malintesa prodigalità, ridusse a mera apparenza gli studj della strada lombardo-véneta.

Frattanto, essendo, come si vede, assai commoda la disposizione dei livelli fondamentali, non sembra dubbio che l’arte non possa facilmente sottomettere quelle minori interpendenze, che fossero cagionate da singolari accidenti del terreno, cioè dal prolungamento delle estreme unghie dei colli sulla pianura, o dalla giacitura di certi terreni, atteggiati talora piuttosto a subiti scaglioni che a costante pendio.

I due grandi elementi di buon successo, cioè la folta popolazione e la forma generale del paese, danno consiglio