Pagina:Sulla Ferrovia Perugina.djvu/3

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PERUGINA 201

der altro mai nel papa che il supremo elemosiniere dell’imperio, nè di stimarlo gran fatto più che un patriarca bizantino od un primate gallicano. È troppo evidente che nelle tradizioni di sua casa un Napoleone qualsiasi non può trovare altro precetto che quello di farsi in Italia un esercito ausiliare, confidato a più governi, o anche ad uno solo, purchè impopolare e debole, e di costituirvi una lunga frontiera, atta a coprire l’imperio come le marche di Carlomagno, ma inetta a fargli ostacolo.

Il conte Cavour pensò di aver fatto buon negozio dando Savoja e Nizza per avere lo Stato di Milano. E infatti, a numero di maschi e femmine, era un guadagno maggiore del cento per cento. Dando poi la Sardegna per aver la Venezia, egli avrebbe fatto un grosso guadagno del trecento per cento. Ma non fece conto che in Savoja minava la Svizzera e demoliva l’unica frontiera sicura che l’Italia avesse. Non pensò come Nizza, l’antica via di Montenotte, la via che recide Torino e Milano dal corpo dell’Italia, sarebbe stata in mano al re di Roma una nuova stazione imperiosa e offensiva; non pensò che i porti della Sardegna, in faccia a Roma, a Napoli, a Palermo, stabilivano il blocco perpetuo della penisola. Non s’avvide insomma che a forza di far grande a quella maniera il suo padrone disarmandolo alle spalle, lo riduceva alla condizione d’un re Gioachino o d’un viceré Beauharnais. La Francia, oltre all’aver diviso in Nizza le Alpi dagli Apennini, può affacciare alla costa d’Italia un’irresistibile marina, appoggiata ad una vicina e continua base la quale si prolunga da Nizza all’Africa, mentre un’avanguardia fortificata s’interna già nel cuore della penisola, a destra e sinistra di Roma, sopra una linea di cento e più miglia. Intorno a questo baluardo sta proteso da Torino a Marsala il nuovo regno, in un arco di novecento e più miglia, che solo in un pajo di luoghi oltrepassa cento miglia di profondità. Un esercito disseminato sopra siffatta fronte, assolutamente antistrategica, può venire spezzato e intercetto in ogni punto. V’é una sola maniera possibile di difesa. La Svizzera, che ha solo una decima parte della popolazione dell’Italia, mostra come si possa costituire con modica spesa un nodo di forze difensive, che anche le potenze di primo ordine guardano con rispetto. Se l’Italia avesse dieci di siffatti nodi, tutti contigui, tutti ben congiunti da ferrovie, ciascuno dei quali valesse nulla più di quanto valsero