Pagina:Sulla Ferrovia Perugina.djvu/9

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PERUGINA 207

tracciamento delle vostre ferrovie venga modificato giusta il vostro desiderio. Poichè, nello stato normale delle cose, la vostra ferrovia è regionale; nè l’Italia tiene altro maggiore interesse sulla linea perugina che d’arrivare a Perugia.

Nè vedo che il parlamento abbia tanto a gloriarsi di ciò che ha fatto, da potervi negare ogni modificazione della legge, salvo il diritto dei concessionarii. Fa veramente stupore la forma al tutto negletta della convenzione tra la società Fenzi e il conte Cavour, quale venne incorporata poi nell’atto del parlamento. Vi si parla d’una ferrovia — « da Firenze per Arezzo ad Ancona e pressi di Perugia ». ― Dunque chi altro non sapesse, dovrebbe mettersi in capo quest’ordine: 1° Firenze; 2° Arezzo; 3° Ancona; 4° i pressi di Perugia. Avrebbe dunque a credere che Perugia fosse un bel tratto oltre Ancona, sul monte Gargano forse, o in terra di Bari.

Inoltre codesta concessione giunge, sì o no, fino ad Ancona? Se in verità non vi giunge, le parole del contratto involgono un vanto di Borsa, al quale non so come i corpi legislativi abbiano potuto sovraporre l’augusta loro sanzione.

Nè questa grave irregolarità rimane corretta dalla successiva clausula che la linea debba procedere — « riunendosi alla ferrovia da Roma ad Ancona, prima della traversa del colle di Fossato ». — Perocchè la condizione di doversi riunire alla ferrovia « da Roma ad Ancona » non cancella l’antecedente concessione della ferrovia « da Firenze ad Ancona ». Solamente ne consegue che le ferrovie le quali vanno « ad Ancona », secondo la lettera del contratto Cavour, dovrebbero esser due: l’una da Roma; l’altra da Firenze; e dovrebbero esser fra loro congiunte prima di un dato luogo. La linea « da Firenze ad Ancona » dovrebbe, per quanto vale questa condizione, non inoltrarsi più a mezzodi della galleria che attraversi l’Apennino sotto il colle di Fossato. Pertanto dovrebbe toccare, al più, Città di Castello ed Eugubio, e via scampare per l’angolo più alto e alpestre della valle Tiberina. Or ciò non è compatibile colla precedente concessione del passaggio pei pressi di Perugia. Altrimenti sarebbe necessario dare a quel nuovo e strano vocabolo di pressi, cioè di vicinanze, l’opposto senso di lontananza. No, mai non si accumularono in atto publico tante incongruenze; nè fu mai tanto flagrante nei corpi legislativi il dovere di ripararvi.