Pagina:Sulle ferrovie.djvu/59

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Bisognava quindi limitarsi a due fronti di lavorazione ossia ai due imbocchi e spingere da un lato e dall’altro i lavori sino a che s’incontrassero. L’esecuzione di una galleria di 12,200 metri di lunghezza richiedeva, coi sistemi usati a fare le mine, un tempo considerevolissimo, ed oltre a ciò bisognava provvedere alla sua ventilazione. Le perforatrici di Bartlett messe in movimento dal vapore furono modificate, trasformate e per meglio dire inventate nuovamente dall’Ingegnere Sommeiller ed invece di metterle in movimento col vapore, il quale non avrebbe potuto percorrere la lunghezza di alcuni chilometri in tubi senza condensarsi, esse furono messe in movimento dall’aria compressa la quale potè percorrere in tubi comodamente la lunghezza di 6 chilometri, senza notevole perdita di pressione, ciò che si credeva quasi impossibile, e che risultava dai calcoli realmente impossibile, ammettendo per gli attriti i coefficienti e le formole allora ammessi nella scienza.

Prima d’intraprendere quest’opera gli Ingegneri e Professori Giulio, Menebrea e Quintino Sella, nomi illustri nelle scienze, fecero molte e svariate esperienze per determinare i coefficienti di attrito dell’aria nei tubi e per potere calcolare la perdita di pressione dell’aria compressa trasportata a grande distanza.

I risultati confermarono pienamente i loro calcoli, come furono confermati gli studii del Professore Sismonda sui terreni che si dovevano incontrare.

Le perforatrici facevano rapidamente e contemporaneamente su tutta la fronte di attacco o di avanzamento buchi profondi per le mine, operazione che coi sistemi allora usati avrebbe richiesto un tempo considerevole; si giunse così a ridurre ad 1/5 il tempo che sarebbe stato necessario per l’escavazione della galleria.

L’aria compressa, sortendo dalle macchinette che mettevano in movimento le aste perforatrici, serviva a rinnovare l’aria ed a esportare fuori della galleria i prodotti della combustione delle mine, delle lampade, e della respirazione degli operai.

Le perforatrici mosse dall’aria compressa servirono quindi a sormontare le difficoltà originate dalla inammissibilità dei pozzi per la loro eccessiva profondità, e dalla difficoltà di ventilazione.

Farò quindi un esame comparativo delle gallerie di Xiremi e