Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/269

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clientela. Era biondissimo e bianco e rosso come un ragazzone. Nel potente organismo il suo occhio era però tanto importante da rendere seria ed imponente tutta la sua persona. Gli occhiali lo facevano apparire più grande e il suo sguardo s’attaccava alle cose come una carezza. Ora che conosco bene tanto lui che il Dottor S. — quello della psico-analisi — mi pare che l’occhio di questi sia indagatore per intenzione, mentre nel dottor Paoli lo è per una sua instancabile curiosità. Il Paoli vede esattamente il suo cliente, ma anche la moglie di questi e la sedia su cui poggia. Dio sa quale dei due conci meglio i suoi clienti! Durante la malattia di mio suocero io andai spesso dal Paoli per indurlo a non fare intendere alla famiglia che la catastrofe che la minacciava era imminente, e ricordo che un giorno, guardandomi più a lungo di quanto mi fosse piaciuto, mi disse sorridendo:

— Ma Lei adora sua moglie!

Egli era un buon osservatore perchè infatti io in quel momento adoravo mia moglie che soffriva tanto per la malattia del padre e che io giornalmente tradivo.

Ci disse che Giovanni stava anche meglio del giorno prima. Adesso egli non aveva altre preoccupazioni perchè la stagione era molto favorevole, e riteneva che gli sposi serenamente potessero mettersi in viaggio. — Naturalmente — aggiunse cautamente — salvo complicazioni imprevedibili. — La sua prognosi s’avverò perchè intervennero le complicazioni imprevedibili.

Al momento di congedarsi si ricordò che noi conoscevamo certo Copler al cui letto egli era stato chiamato quel giorno stesso a consulto. Lo aveva trovato colpito da una paralisi renale. Raccontò che la paralisi s’era