Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/412

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— Che i tuoi gemelli abbiano una buona notte e ti lascino dormire perchè certamente hai bisogno di riposo.

Andando via mi morsi le labbra al rimpianto di non aver trovato di meglio. Ma se sapevo che i gemelli oramai che avevano ciascuno la loro balia dormivano a mezzo chilometro da lui e non avrebbero potuto turbargli il sonno! Ad ogni modo egli aveva capita l’intenzione dell’augurio perchè l’aveva accettato riconoscente.

Giunto a casa, trovai che Augusta s’era ritirata nella stanza da letto coi bambini. Alfio era attaccato al suo petto mentre Antonia dormiva nel suo lettino volgendoci la nuca ricciuta. Dovetti spiegare la ragione del mio ritardo e perciò le raccontai anche il mezzo escogitato da Guido per liberarsi delle sue passività. Ad Augusta la proposta di Guido parve indegna:

— Al posto di Ada io rifiuterei, — esclamò con violenza per quanto a bassa voce per non spaventare il piccino.

Diretto dai miei propositi di bontà, discussi:

— Perciò, se io capitassi nelle stesse difficoltà di Guido tu non m’aiuteresti?

Essa rise:

— La cosa è ben differente! Fra noi due si vedrebbe quello che sarebbe più vantaggioso per loro! — e accennò al bambino che teneva in braccio e ad Antonia. Poi, dopo un momento di riflessione, continuò: — E se noi ora consigliassimo ad Ada di concedere il suo denaro per continuare quell’affare di cui tu fra breve non farai più parte, non saremmo poi impegnati ad indennizzarla se dovesse poi perderlo?

Era un’idea da ignorante, ma nel mio nuovo altruismo esclamai: