Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/416

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— Ebbene! — esclamò Guido — Se il vecchio non vale più di così, che valore potrà avere il giovane che non è altro che un suo scolaro?

Ecco finalmente un buon argomento, e tanto più dispiacevole per me in quanto lo avevo fornito io con la mia chiacchiera imprudente.

Pochi giorni appresso, Augusta mi raccontò che Guido aveva proposto ad Ada di sopportare col suo denaro metà della perdita del bilancio. Ada vi si rifiutava dicendo ad Augusta.

— Mi tradisce e vuole anche il mio denaro!

Augusta non aveva avuto il coraggio di consigliarle di darglielo, ma assicurava che aveva fatto del suo meglio per far ricredere Ada dal suo giudizio sulla fedeltà del marito. Costei aveva risposto in modo da far ritenere ch’essa a quel proposito la sapesse più lunga di quanto noi si credesse. E Augusta con me ragionava così: — Per il marito bisogna saper portare qualunque sacrificio, ma valeva tale assioma anche per Guido?

Nei giorni seguenti il contegno di Guido si fece veramente straordinario. Veniva in ufficio di tempo in tempo e non vi restava mai per più di mezz’ora. Correva via come chi ha dimenticato il fazzoletto a casa. Seppi poi che andava a portare nuovi argomenti ad Ada che gli parevano decisivi per indurla a fare il voler suo. Aveva veramente l’aspetto di persona che ha pianto troppo o troppo gridato o che s’è addirittura battuto, e neppure in nostra presenza arrivava a domare l’emozione che gli contraeva la gola e gli faceva venire le lacrime agli occhi. Gli domandai che cosa avesse. Mi rispose con un sorriso triste, ma amichevole per dimostrarmi che non l’aveva con me. Poi si raccolse onde poter par-