Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/463

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— Ho saputo che hai deciso di sacrificare una parte del tuo patrimonio per salvare Guido! Io so che non avevo il diritto di esserne informata....

Era tanto dubbiosa del suo diritto che esitò. Poi riprese a rimproverarmi il mio silenzio.

— Ma è vero ch’io non sono come Ada, perchè mai mi sono opposta alla tua volontà.

Ci volle del tempo per apprendere quello ch’era avvenuto. Augusta era capitata da Ada quando stava discutendo la quistione di Guido con la madre. Vedendola, Ada s’era abbandonata ad un gran pianto e le aveva detto della mia generosità ch’essa assolutamente non voleva accettare. Aveva anzi pregata Augusta d’invitarmi a desistere dalla mia profferta.

M’accorsi subito che Augusta soffriva della sua antica malattia, la gelosia per la sorella, ma non vi diedi peso. Mi sorprendeva l’attitudine assunta da Ada:

— Ti parve risentita? — domandai facendo tanto d’occhi per la sorpresa.

— No! No! Non offesa! — gridò la sincera Augusta. — Mi baciò e abbracciò... forse perchè abbracci te.

Pareva un modo di esprimersi assai comico. Essa mi guardava, studiandomi, diffidente.

Protestai.

— Credi che Ada sia innamorata di me? cosa ti salta in testa?

Ma non riuscii a calmar Augusta la cui gelosia mi seccava orribilmente. Sta bene che Guido a quell’ora non era più a divertirsi e passava certamente un brutto quarto d’ora fra sua suocera e sua moglie ma ero seccatissimo anch’io e mi pareva di dover soffrir troppo essendo del tutto innocente.