Pagina:Talbot - Metodo per eseguire sulla carta il fotogenico disegno, Milano, 1839.djvu/10

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
10

esempio. Avendo rilevata l’immagine di un pezzo di merletto di un complicato lavoro, lo mostrai ad alcune persone alla distanza di pochi piedi, chiedendo se era una buona rappresentazione? fu risposto di non essere così facile ad ingannarsi, poichè evidentemente non era un dipinto; ma il pezzo di merletto stesso.

Al principio delli miei esperimenti su di tale oggetto, quando osservava di qual bellezza fossero le immagini prodotte dalla azione della luce, mi doleva che fossero destinate a così breve esistenza, e risolsi di tentare, se era possibile, qualche metodo per conservarla, o ritardarne l’effetto. Le seguenti considerazioni mi condussero a credere la possibilità di scoprire un processo preservativo.

Il nitrato d’argento che divenne nero colla azione della luce non è in progresso la medesima sostanza chimica di prima. Conseguentemente se un disegno prodotto colla luce del sole è in seguito soggetta ad un chimico processo, le bianche e le nere parti di questo agiranno differentemente, e non vi è evidenza che dopo quest’azione le bianche e nere parti non saranno lungamente soggette ad uno spontaneo cambiamento; o se esse lo sono, non segue che questo cambiamento tenderà ad assimilarle a ciascun altra. Nel caso, in cui siano dissimiglianti, il disegno rimarrà visibile, e quindi il nostro oggetto sarà compito.

Se fosse asserito che l’esposizione alla luce del sole ridurrà necessariamente il tutto ad una tinta uniforme, che distruggerebbe il dipinto, l’onus probandi evidentemente appartiene a chi lo asserisce. Se noi