Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/127

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paolina. 127


— No, no, accetto disse Paolina francamente.

E in quella sera, quando Marianna le annunciò la malattia e la prostrazione morale di Luigi, essa non versò più alcuna lacrima come pel passato, ma rispose «rassicuratevi, noi saremo ancora felici, Marianna, noi saremo ancora felici.»

Osanna al carnevale!... a questo periodo di vita sociale senza simulazione, a questa stagione delle maschere mobili, delle finzioni palesi, delle eccentricità legittime; dei pizzi, dei fiori, delle piume, dei nastri, delle confetture, dei balli, dei suoni, della luce, dei coriandoli, dei baci, delle passioni, delle seduzioni; a questa commedia tutta per ridere, agli attori a due maschere, allo scioglimento pacifico; osanna al convegno, all’infedeltà, all’ebbrezza, al valzer, al ponche, allo schiamazzo, alla cena, allo Champagne e all’alcova.... osanna, osanna al carnevale!

Non avete veduto nel giorno delle ceneri dei visi pallidi, degli occhi infossati, delle labbra avvizzite, dei lineamenti scomposti, e non avete letto in ciascuno di quei volti un romanzo? Nel carnevele si semina l’amore e si raccoglie nell’anno. — Erano battaglie di affetti combattute nelle evoluzioni vertiginose di un valzer, giuramenti sacramentati