Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/48

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a ciò che riguarda la piccola eredità di vostra madre, mi era d’uopo raccogliere alcune informazioni da coloro, presso i quali aveva collocato a frutto il vostro capitale.

«Ecco dunque avveratosi il mio presentimento; voi sposerete, mi dite, quel giovine onesto e dabbene che io conobbi nel mio soggiorno a Milano, e la vostra scelta non poteva essere più giudiziosa. Come avete potuto dubitare della mia approvazione? L’officina di tornitore e di stipettaio che intendete di avviare col capitale della vostra dote, potrà offrirvi una posizione stabile ed agiata ma ciò non sarà effettuabile che fra quattro mesi (non ve ne sgomentate Paolina); io non potrò recarmi costà prima di quel tempo, nè ritirare così subito queste somme da coloro che le tengono a prestanza per un tempo determinato. Esse ascenderanno allora a settemila trecentocinquantadue franchi, ciò che non è un capitale indifferente per voi, mia cara figliuola; — permettetemi di chiamarvi con questo nome, per l’affetto assai grande che vi porto, e per la santa memoria di vostra madre, di cui non avrete certamente obbliati i consigli; — rileggete spesso quelle pagine che, prima di morire, essa dettava per la vostra educazione, e ne trarrete degli utili ammaestramenti per la vostra vita.

«Non v’incresca l’indugio di quattro mesi che una dura necessità frappone al compimento dei vostri voti, e apprendete che i giorni più belli dell’amore non sono già quelli che seguono alle nozze, ma quelli che le precedono: per voi che siete saggia e sensibile, saranno forse i migliori dell’esistenza.