Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/119

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l'acqua e le nuvole del cielo, comprese perchè nelle soavi leggende umbre i santi scendono dai loro scanni di beatitudine e visitano gli spechi, diffondendo intorno sì acceso splendore di luce che i pastori accorrono nel timore che l'intiera foresta vada a fuoco.

— Scendiamo - Bindo Ranieri disse - qui la strada maestra finisce e bisogna andare a piedi - e fece, ridendo, un cenno d'intesa al vetturale, che, ridendo, gli accennò con la frusta di avere capito.

Presero, a sinistra, una stradicciuola odorosa fra due alte pareti di verzura. Erano allegri, e Fritz Langen spaventava tra le fronde gli uccelli col suono delle sue risate. Si era messo il bastone in ispalla e faceva il soldato prussiano camminando stecchito:

— Eins-zwei - Uno-due, - Gewehr-auf! Gewehr-ab! - Fucile in ispalla! Fucile al piede!

Ermanno e Serena, piccini, lo seguivano, allungando le brevi gambe, e ripetevano gravemente:

— Uno! Due! Uno! Due!

Vanna camminava in mezzo a quel verde, al chiarore blando di quella luce frastagliata, timorosa che tutto ciò scomparisse, come quando, nel sogno, si attraversano luoghi di meraviglia, e intanto il fondo della coscienza ci avverte che quelle magnificenze sono irreali e che con esse è irreale la gioia del nostro cuore.

A un certo momento Bindo Ranieri gridò: -