Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/123

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


intorno alla tavola è un altro conto - riprese Fritz Langen, e, rivolto a Serena, che gli stava aggrappata alle falde del soprabito, esclamò:

— Oh! dunque «madamigella grano di pepe» viveva già al tempo dei signori etruschi? Certo! Certo! L'hanno perfino fotografata. Quello è il suo ritratto «Mamsell!» - e indicava una scimmietta, arrampicata a una colonna, tenuta al laccio per la zampa sinistra.

Serena domandò se quella scimmia si poteva portar via, e il signor Frì le rispose con gravità che bisognava chiedere il permesso alla regina.

La condusse perciò davanti alla parte destra del muro divisorio, implorando Sua Maestà Proserpina di largire in dono la scimmietta della colonna a Mamsell' Pfefferkorn. Ma poichè la regina Proserpina se ne restava immobile e taciturna, seduta nel trono a fianco dello sposo Plutone, Fritz Langen disse che evidentemente Sua Maestà era diventata sorda per l'umidità di quei luoghi.

Ermanno intanto voleva sapere perchè i cavalli attaccati alle bighe, al tempo degli etruschi erano rossi e perchè gli uomini in piedi vicino ai cavalli avevano le ali.

Fritz Langen, da persona dotta, spiegò che i cavalli erano rossi per la vergogna di essere nati in tempi così remoti e che l'uomo in piedi portava le ali perchè gli etruschi non avevano ancora inventato il vapore.

— Mamma, il signor Frì mi burla - Ermanno disse, allontanandosi da lui.