Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/125

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— Adesso banchetteremo noi - esclamò Bindo Ranieri, e, ad un suo cenno, il vetturale tolse il mantìle bianco di sopra a una canestra e ne trasse involti di varie dimensioni.

— Est-est-est di Montefiascone - proclamò deponendo con cautela sull'erba una panciuta bottiglia impagliata: nè mai il pane venne spezzato con altrettale fratellevole benevolenza reciproca, nè mai il vino prezioso venne cosparso dal fiore candido di una più schietta giocondità. Vanna e Fritz Langen si erano avviati, camminando adagio. La veste di lei frusciava sull'erba ed ella piegava il busto, nel passo, appoggiandosi all'ombrellino.

Fritz Langen le offerse il braccio.

— Oh monna Vanna! - egli le disse - il mondo è deserto. Noi due soli ne siamo i padroni.

Davvero il mondo pareva deserto allo svolto di quella via campestre! I rami degli alberi facevano da baldacchino ed i rovi fronzuti delle siepi ne difendevano l'accesso; si aveva l'illusione che quel tratto di via non cominciasse, non finisse, sprofondato nell'ombra verde alle due estremità.

— Ecco, io vorrei che noi si restasse qui fino alla consumazione dei secoli - Fritz Langen disse, tenendole stretto il braccio.