Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/136

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e, da ragazzo bene educato, assunse immediata mente un tono di cerimonia alquanto eccessiva, piegando l'agile busto e rimanendo curvo un istante per modo che Flora potè ammirare la linea bianca e sottile della scriminatura dividente verso la tempia sinistra i folti capelli bruni.

— Se crede, posso accompagnarla — disse con molta cortesia Renato Gualterio, scandendo lentamente le parole e pronunziandole così a bassa voce che Flora stentava a percepirne il suono.

— Anch'io sono stato oggi con papà a pranzo in casa della contessa, e adesso scendevo ap punto a prendere i giornali del pomeriggio per l'onorevole Montefalco. Non so se lei sappia che noi siamo inquilini — chiese Renato, cominciando a risalire le scale. ·-- Io abito con papà al quarto piano, mentre la contessa abita al terzo — e fa cendo un nuovo, ma più leggero inchino dalla parte di Flora, soggiunse: — E' una vera fortuna per noi avere per vicina una signora come sua madre.

Giunti al pianerottolo del terzo piano, di fronte a una porta di noce massiccia, nel centro di cui stava una grande targhetta rettangolare dove era inciso il nome di Adriana Vianello, sormontato da una corona comitale, Renato premette leggermente il bottone del campanello elettrico.

Un suono discreto si udì nell'interno dell'ap partamento, e le piccole mani di Flora s'intrec ciarono, si strinsero, tremanti nell'angoscia della commozione, mentre le labbra si schiudevano quasi nell'avidità di sorbire, a lunghi, intermina bili sorsi, la gioia imminente.

Dopo alcuni istanti di attesa la porta, final mente, si aprì con molta cautela.