Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/145

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gnava eli mostrarsi discinta alla presenza della cameriera.

Adriana ebbe un gesto di noia. — Ma lascialo dormire in pace tuo nonno! D'altronde questo vestito è tagliato come un sacco e io non posso permetterti di essere ri dicola. Apri l'armadio, frugò tra i molti vestiti appesi e tolse un abito color nocciuola, confezionato da oltre un anno e indossato due sole volte, perchè troppo monotono nella tinta e troppo semplice nella foggia. — No, mamma, lasciami portare il lutto qual che altro tempo — insistette Flora, parendole di rinnegare ad un tratto tutto il passato col gettare fra le cose inutili quel suo povero vestito nero. Ma Adriana, senza dar peso alle querimonie della bestiolina, cominciò a vestire ella stessa la figliuola, la quale piegò il capo, silenziosa, e si lasciò camuffare, restando passiva come una bam bola nelle mani di una bimba capricciosa, che si diverte a metterle roba intorno, senza discerni mento. Una gioconda constatazione, fatta da Camilla, rese allegrissima Adriana. Non solo il vestito della signora calzava a pen nello alla signorina; ma anzi, a rigor di termini, bisognava riconoscere che l'abito della signora stringeva eccessivamente la vita della signorina e le riusciva abbondante sul petto; dal che si do veva logicamente dedurre che la mamma aveva la vita più sottile e il petto più ricolmo della figliuola. --- Proprio così — affermò gaiamente Adriana, e, dopo essersi passato il piumino della cipria io — Roveto cadente