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Pagina:Teoria degli errori e fondamenti di statistica.djvu/190

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174 Capitolo 11 - Stime di parametri

Nei passaggi, per due volte si è moltiplicato e diviso per una stessa quantità non nulla: prima per (Nx¯)! e poi per NNx¯.

La stima di massima verosimiglianza si trova annullando la derivata della (11.6); che, a meno di un fattore costante, è della forma

f(α)=αNx¯eNα

per cui

dfdα=Nx¯αNx¯1eNαNαNx¯eNα=NαNx¯1eNα(x¯α)

e quindi la stima cercata è

α̂=x¯

Il primo termine dell’espressione finale (11.6) per la funzione di verosimiglianza è la probabilità Pr(S) che la variabile casuale

S=k=1Nxk=Nx¯

abbia un determinato valore: Pr(S) infatti, come già sappiamo dal paragrafo (8.5), segue la distribuzione di Poisson con valore medio Nα. Notiamo anche che, avendo N un valore costante noto a priori, Pr(S) coincide con Pr(x¯): il secondo termine deve quindi essere la probabilità che i dati osservati valgano x1,x2,,xN condizionata dal fatto che la loro somma vale Nx¯; ma, non dipendendo questo termine da α, tale probabilità è la stessa qualunque sia il parametro.

Qualunque sia x¯, una volta noto il suo valore le xk sono distribuite allo stesso modo: x¯ riassume insomma tutta l’informazione contenuta nei dati, ed è quindi per definizione una stima sufficiente del parametro. In effetti, se la probabilità dei valori xk una volta nota x¯ non dipende dal parametro, questo implica che qualunque funzione dei dati ha probabilità (condizionata) che gode della stessa proprietà. Citiamo senza dimostrarlo, in proposito, il seguente

Teorema: θ¯ è una stima sufficiente di θ se e solo se la funzione di verosimiglianza è fattorizzabile nella forma

(x1,x2,,xN;θ)=f(θ¯,θ)ϕ(x1,x2,,xN)