Pagina:Tigre Reale.djvu/143

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XIV.




I lumi erano spenti quasi tutti nel corridoio che metteva alle stanze di Nata; l’uscio era socchiuso; Giorgio aprì esitando e vide la camera debolmente illuminata. Ella era ritta accanto al seggiolone, vestita di bianco, immobile, rivolta verso l’uscio. Gli andò rapidamente incontro, strisciando sul tappeto come un fantasma, più bianca della veste che indossava, colle braccia tese e gli occhi ardenti, e l’avvinse in un abbraccio da lupa.

Non diceva nulla. Lo teneva sempre così, sul suo petto. Di tratto in tratto gli afferrava il capo, lo scostava per fissargli uno sguardo felino