Pagina:Tigre Reale.djvu/146

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Pergola, e nei viali del giardinetto in via Principe Amedeo, leggiadra e sarcastica.

— A che pensi? — Non voglio che pensi a tua moglie, gli disse ella con collera.

Giorgio sprofondò il capo nelle spalle.

— L’ami cotesta donna? — No, non mi rispondere, aggiunse vivamente mettendogli una mano sulla bocca. L’ho vista al teatro... è bella!

Chiuse gli occhi e due lagrime scorsero per le sue guance lentamente, cadendo a piccole scosse. Successe un lugubre silenzio in quel colloquio d’amanti. A un tratto Nata spalancando gli occhi e fissandoli sbarrati in quelli di lui:

— Perchè mi guardi così? Son diventata brutta? Ho ancora i capelli molto belli, guarda! snodali... Non aver paura di me, non morrò ancora! E poi, t’amo tanto!

In così dire brancicando gli si avviticchiava al collo, e gli appoggiava la testa in seno con una specie di voluttà disperata.

Tutt’a un tratto gli mise le mani sul petto, scostandolo con una forza che Giorgio non avreb-