Pagina:Tigre Reale.djvu/147

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be supposto in lei, e con gli occhi ardenti e fisi su di lui.

— Dimmi che non ami questa donna! dimmi che non l’ami!

Giorgio chinò gli occhi.

— Dimmi che non l’hai amata, che ami me sola. Dimmelo!

Ei mentì, senza saper di mentire, e senza vergogna di mentire. Allora ella seguitò a fisarlo in quel modo, e dopo alcuni secondi di quel silenzio, con un accento intraducibile:

— Hai un figlio di costei?

Giorgio taceva umiliato; ma Nata all’improvviso attirò bruscamente il capo di lui sul suo grembo, vi appoggiò il suo e cominciò a piangere.

— Non piangere! esclamò Giorgio che si sentiva spezzare il cuore.

— Non piangerò più... no, non piangerò più... le lagrime le si asciugarono nell’occhio febbrile e corrucciato. — Ho il diritto ad essere felice anch’io... Che m’importa di costei!... dille che ti ho amato prima di lei... dille che morrò presto... dille...