Pagina:Tigre Reale.djvu/29

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se in italiano, con un leggiero accento straniero, ma senza il menomo imbarazzo.

Giorgio, ancora un po’ sorpreso, rispose:

— Perchè non me ne ha accordato il permesso.

— Se non è che questo glielo dò due volte — e gli stese anche la sinistra. E così, colle mani nelle sue, fissandolo in viso: — Sono in casa tutti i giorni, dalle quattro alle sei. Se vuol trovarmi venga dopo le quattro.

Giorgio s’inchinò, e accompagnandola per sortire:

— Si fermerà tutto l’inverno a Firenze? le domandò.

— Non so. I medici pretendono che il clima del nord mi uccida. Ho una salute che non val nulla, come potrà vedere — aveva il petto candido e delicato coperto da perle. — Starò forse sino a marzo, sino a giugno, non so insomma. Sono variabile anch’io come la mia salute. Abbiamo parlato molto di lei colla viscontessa. Ella deve partire fra qualche mese?