Pagina:Tigre Reale.djvu/63

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colla calma consueta elle riprese: —Quando partirete?

—Fra tre o quattro giorni.

—Il Portogallo è un bel paese, e voi sarete felice!

Erano presso l’uscio a vetri che metteva nel giardino; Giorgio parlava delle noie della partenza, e Nata colla fronte appoggiata ai vetri sembrava ascoltare; la luna segnava il viale di larghe striscie d’argento attraverso le ombre sottili del cancello, e la faceva più pallida in viso. Ad un tratto Giorgio volgendosi verso di lei vide due grosse lagrime che scorrevano lentamente sulle guance; quella vista lo colpì di stupore; tutto il passato, tutte le contraddizioni, tutte le stranezze, tutte le rivolte di quella donna gli balenarono ad un tratto dinanzi agli occhi, gli si spiegarono proprio col bagliore accecante e fuggevole del lampo, giacchè la fisonomia di lei avea ripreso subito la maschera rigida e calma. Ella lo avea amato, lo amava, serbando sempre quel viso impenetrabile. Quelle lagrime che venivano dal fondo del cuore