Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/154

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che la ginnastica ossia il faticoso esercizio del corpo usasse nella medicina. Egli è vero che secondo l’osservazione dello stesso Platone (in Phaedro), troppo ne abusò, volendo perfino che si passeggiasse da Atene a Megara, città oltre 20 miglia lontana, e che appena toccatene le porte si ritornasse ad Atene. Ma non deesi perciò lasciare di sapergliene grado. Daniello le Clerc (Hist. de la Médecine p. 229, édit. Gènev.) afferma ch’ei fu maestro d’Ippocrate, e lo stesso dice il Burigny (Hist. de la Sicil. t. 1, p. 18). Ma io non ho finora trovato autore antico che ne faccia testimonianza. Siciliano pure nativo di Agrigento si fu Acrone. Plinio afferma (Hist. Nat. l. 29, c. 1) ch’ei fu autore di quella setta di medici che furon detti Empirici, poichè della sperienza valevansi a conoscere la natura de’ morbi ed a curarli. Ma il le Clerc sostiene (ibid. p. 224) che molto tempo dopo di Acrone una tal setta ebbe principio. Pare che qualche rivalità fosse tra lui ed Empedocle, come si raccoglie dal greco epigramma da Laerzio riferito (l. 8 in Emped.). Io qui nol rapporto, poichè non è possibile il traslatarlo dal greco in altra lingua senza che tutta perda la venustà e l’eleganza, fondato essendo lo scherzo sul nome stesso di Acrone, e su altre parole a cui esso nome ha relazione nella greca lingua1. Vuolsi qui aggiungere

  1. Acrone dicesi da Suida più antico d’Ippocrate, come ancora Empedocle; il che vuolsi notare perchè si vegga che il grande oracolo della medicina giovossi probabilmente di questi medici che l’aveano preceduto.