Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/153

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104 parte

parla lungamente (l. 3, n. 131) di un Democede medico di Crotone, che visse a’ tempi di Pittagora, e dice che in tanta fama egli venne, che i medici di Crotone stimati eran fra tutti i più eccellenti, e dopo essi que’ di Cirene: Primi Crotoniatae medici celebrantur per Graeciam; secundi vero Cirenaei. Io non parlerò qui di Epicarmo, di Empedocle, di Pausania, di Filistione, e di altri che nominati veggonsi da Laerzio (Vit. Phil. l. 8). Nemmeno farò menzione del medico Menecrate più per boria famoso che per sapere. Nota è la lettera piena di alterigia ch’egli scrisse a Filippo il Macedone, riferita da Ateneo (Deipnos. l. 7), e la risposta che il Re gli fece consigliandolo di viaggiare ad Anticira. Basterà il rammentare alcuni a’ quali la medicina è debitrice assai per le nuove strade in essa aperte. Alcmeone di Crotone1 discepolo di Pittagora fu il primo, come afferma Calcidio comentator del Timeo di Platone, che osservazioni anatomiche facesse e scrivesse sugli animali; anzi sulla costruzione dell’occhio ancora egli scrisse, come osserva il Bruckero (t. 2, p. 1132, in not.). Erodico fratello dell’orator Gorgia Leontino (perciocchè a Platone io amo meglio di credere, il quale così afferma (in Gorgia), che a Plutarco che il vuol nativo di Tracia): Erodico, dissi, fu il primo, secondo Platone (l. 3 de Rep.),

  1. Intorno al saper medico e anatomico di Alcmeone e di Empedocle veggansi ancor le Memorie di M. Goulin. (Mém. pour servir à l’Hist. de la Médec. an. 1775, p. 87, ec. 92, ec.)