Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/155

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106 parte

qualche cosa ancor della musica. Il più antico autore che di essa ci sia rimasto, come osserva il Fabricio (Bibl. Graec. t. 2, p. 257), egli è Aristosseno da Taranto, discepolo di Aristotele. Tre libri abbiamo degli Elementi Armonici da lui scritti, le cui diverse edizioni dal Fabricio vengono annoverate. Moltissimi altri libri avea egli composti, e se Suida non ha preso errore, o qualche sbaglio non è accaduto negli antichi esemplari, creder dobbiamo che fino a 452 essi fossero.


Matematici ivi illustri, e primieramente Archita. XV. Fra tutte però le scienze, il coltivamento delle quali accrebbe alla Magna Grecia ed alla Sicilia onore e lode, deesi, a mio parere, il primo luogo alla matematica. Non già ch’io voglia alla Sicilia concedere il famoso Euclide autore degli Elementi di Geometria. Il canonico Mongitore nella sua Biblioteca Siciliana ha usato di ogni sforzo per mostrarlo nativo di Gela, città di quell’isola. Ma egli ha ben potuto perciò recare l’autorità di molti moderni scrittori, e per lo più siciliani, la testimonianza de’ quali non è sufficiente prova, se da quelli degli antichi non è sostenuta; ma di questi un solo non ha egli potuto trovare che dica siciliano il geometra Euclide. Lasciato dunque questo in disparte, due illustri matematici ci si offrono a ragionarne, uno di Taranto nella Magna Grecia, cioè Archita, l’altro troppo più celebre

    Lo stesso Suida il fa autore di un libro dell’arte medica, e di un altro intorno al vitto salubre, e aggiugne ch’ei fece alcune osservazioni sui venti.