Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/194

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solo come il naturale affetto e l’impeto della passione gli detta. Tutte queste ragioni mi muovono a dubitare della sincerità di queste lettere; e poichè io veggo che molti valentuomini ne hanno essi pur dubitato, io stimo di non doverne in questa mia opera far uso alcuno. Ma tempo è di finire questa non breve digressione, e di far ritorno a’ siciliani poeti1.


Notizie di Teocrito.

VIII. La pastoral poesia, come si è detto, ebbe probabilmente cominciamento in Sicilia. Ma quando ancora si volesse contenderle questo vanto, non si può certo a ragione negarle quello di aver questo genere di poesia a quella perfezione condotto, a cui mai tra i Greci arrivasse. Ognun vede ch’io parlo di Teocrito e di Mosco, amendue siracusani. Di questi due poeti hanno alcuni voluto formarne un solo, dicendo che Teocrito fu un soprannome per la dolcezza de’ suoi versi conceduto a Mosco. Ma il lor parere è confutato da Giannalberto Fabricio (Bibl. Graec. t.2, p. 429 e 444)- Fiorì Teocrito intorno all’olimp. cxxx, e a’tempi di Tolomeo Filadelfo re di Egitto, nella cui corte visse egli ancora per qualche tempo. Che egli per ordine di Gerone fosse o strozzato, o decapitato, ella è opinione di alcuni scrittori, ma

  1. Di molti de’ poeti de’ quali in questo capo si è ragionato, ragiona ancora nell’opera altre volte citata l’imperadrice Eudossia, cioè di Teocrito, di Mosco, di Epicarmo, di Dinoloco, di Filemone, di Apoilodoro, di Sofrone, di Sosicle, di Teognide, del qual nome, secondo essa, furon due poeti, e di Formale (p. 202, 304, 166, 131, 427, 61, 389, 384, 227, 232, 428)