Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/195

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
146 parte

che poco probabile è sembrata al Fabricio. Assai poche notizie intorno a questo poeta ci son pervenute; ma a noi basta che cj sian rimaste le pastorali poesie da lui composte, che a lui, e quindi alla sua patria furono e saran sempre di onore immortale, e per le quali egli è detto da Quintiliano uomo ammirabile nel suo genere (Instit. Orat.l. 10, c. 1). Io so che i pastori di Teocrito sono sembrati al Fontenelle (Réflex. sur la nature de l’Eclogue) or rozzi troppo e grossolani, or troppo acuti ed ingegnosi. Ma è da vedere la bella difesa che fa di Teocrito l’ab. Quadrio (t. 2, p. 605;. E certo, come questi riflette, ella è cosa strana che troppo fini e ricercati abbia il Fontenelle creduti i sentimenti di Teocrito; egli, dico, le cui egloghe non son certo il più compito modello di pastorale semplicità. Ma ancorchè altra maniera noi non avessimo a difender Teocrito, il Fontenelle ci permetterà, io spero, che il parer di Virgilio seguiamo anzi che il suo. Egli prese Teocrito a suo maestro e modello nella pastoral poesia, e per riguardo a Teocrito singolarmente le muse pastorali col nome di siciliane furon da lui chiamate. Se la copia preferir debbasi, o no, al suo originale, non entrerò io a disputare. Piacemi solo di riferire il confronto che di questi due poeti fa il P. Rapin (Réflex. sur la Poétique n. 27), benchè forse in qualche parte non interamente esatto: Théocrite est plus doux, plus naïf, plus délicat par le caractère de la langue grécque. Virgile est plus judicieux, plus exact, plus régulier, plus modeste par le caractère de son propre esprit