Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/259

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210 parte terza

inscribuntur, quod singulorum fere annorum actus contineant. Ma, come ben osserva il Vossio (De Hist Latin.l. 1, c. 2), nulla di ciò abbiamo presso gli antichi scrittori, e i dieciotto libri di Annali da Ennio furono scritti, e non da Livio. Pare dunque che Ennius debba ivi leggersi, e non Livius, ovvero che ometter si debba la voce Livius, come è veramente nell’edizion de’ Gramatici fatta dal Putschio, ove leggesi solo scripsit is, qui res, ec.


Epoche della vita del poeta Nevio. VI. Gneo Nevio nativo della Campania fu il secondo de’ latini poeti che fiorisse in Roma. Egli visse a un dipresso al tempo stesso di Livio; perciocchè sappiamo, per testimonianza di Varrone presso Gellio, che ei militò nella prima guerra Cartaginese. Ecco le parole di questo autore (l. 17, c. ult.): L’anno dopo la fondazion di Roma 519, Spurio Carvilio Ruga fu il primo in questa città che dalla moglie per divorzio si separasse.... e nello stesso anno Gneo Nevio poeta rappresentò al popolo le sue favole teatrali; di cui scrive Varrone nel primo libro de’ Poeti, che militato aveva nella prima guerra Cartaginese, e che ciò da Nevio stesso diceasi nel poema che intorno a quella guerra egli scrisse. Il tempo ancor della morte coincide con quello della morte di Livio. Questi visse almeno fino all’anno 546, come si è detto; e Nevio morì essendo consoli P. Sempronio Tuditano e M. Cornelio Cetego, cioè, secondo i Fasti Capitolini, l’anno 549. Ma Varrone vita ancora più lunga concede a Nevio. Tutto ciò abbiamo da Cicerone. Cetego, dic’egli (De Cl. Orat. n. 15), fu console