Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/280

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libro secondo 231

Ma intorno ad Accio veggasi singolarmente il co. Mazzucchelli (Scritt. Ital. t.1, Art. “Accio„) che assai diligentemente ne ha favellato. Inoltre Afranio da Cicerone chiamato ingegnosissimo ed eloquente uomo (De Cl. Or. n. 45), e da Quintiliano ancora commendato assai (l. 10, c. 1), benchè a ragione il riprenda pe’ disonesti amori recati da lui sulla scena; e C. Tizio che nello stesso luogo vien rammentato da Cicerone; Turpilio, M. Acutico, ed altri che posson vedersi annoverati da que’ che han trattato de’ poeti latini, e singolarmente dal Vossio e dal Quadrio; i quali poeti tutti ho io voluti a questo luogo raccogliere, benchè alcuni di essi toccassero l’età seguente, perchè si vennero succedendo l’un l’altro, e nuova perfezione aggiunsero al romano teatro.


Notizie di Terenzio. XXII. Ma non vuolsi così alla sfuggita nominare Terenzio, il quale, benchè fosse cartaginese di patria, ci sarà lecito nondimeno di aggiugnerlo a’ comici romani, tra’ quali ei visse, e da’ quali apprese il colto ed elegante suo stile. Abbiamo una Vita di questo illustre poeta che va sotto il nome di Donato, il qual però sembra che da Svetonio l’abbia presa in gran parte, poichè sappiamo che questi aveane appunto scritta la Vita (V. Pitisci Comment. in Svet. t. 2, p. 1100). Da questa trarremo alcune delle più importanti notizie, di cui potrà, chi il voglia, vedere ivi le prove. Nacque egli in Cartagine circa l’anno 560, e fu schiavo per alcun tempo in Roma di un Terenzio, qualunque egli fosse, (di che controvertesi tra gli scrittori) da cui prese il nome. A molti cavalieri romani fu caro