Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/301

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252 parte terza

il nome1. Perciocchè Giammattia Gesner che una bella edizione ci ha data di tutti gli antichi scrittori d’agricoltura, stampata in Lipsia l’anno 1735, con molte e forti ragioni ha mostrato che l’opera che abbiam di Catone non è che una informe raccolta di molti frammenti raccolti qua e là, e mal connessi tra loro, fra’ quali alcuni ve ne ha che forse non sono di Catone, ed altri ancora alterati e guasti. Egli ancora fu il primo che la storia romana scrivesse in prosa, e sette libri ei ne compose intitolati delle Origini, di cui vedremo fra poco quanta stima avesse Cicerone. Dell’arte militare ancora e dell’arte rettorica avea egli scritto il primo tra’ Latini, oltre molte lettere e molte orazioni, delle quali e di altre opere di questo grand’uomo si può vedere il Fabricio (Bibl. Lat. l. 1, c. 2). Abbiam parimenti alcuni distici morali che sotto il nome di Catone si veggono in molte edizioni. Ma egli è parere di molti ch’essi siano opera di troppo più giovane autore. Nel che però, come osserva l’ab. Goujet (Bibl. franc. t.5, p. 1, ec.). troppo oltre si

  1. I Romani mostrarono assai presto quanto fosser solleciti di propagare lo studio dell’agricoltura; perciocchè avendo espugnata Cartagine, e trovati in essa ventotto volumi che intorno ad essa avea scritti Magone, portaronli a Roma; ed essi furono per ordine del senato tradotti in latino, come narrasi da Columella (l. 1, c. 1) il quale oltre Catone, Varrone, Virgilio e Igino nomina ancora alcuni scrittori latini che sullo stesso argomento avean pubblicati libri, cioè due Saserni. padre e figlio, e Scrofa Tremellio di cui dice che rendette eloquente l’agricoltura.