Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/302

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libro secondo 253

avanzan coloro che vogliono farne autore qualche poeta cristiano del settimo o ottavo secolo. Ma veggasi singolarmente una dissertazione di Giovanni Ilderico Withofio, stampata in Amsterdam l’anno 1754, in cui con un diligentissimo esame di tutte le circostanze, assai probabile rende la sua opinione, che autor di essi sia il celebre medico Q. Sereno Sammonico al tempo dell’imperador Caracalla. A conoscere ancor meglio il letterario merito di Catone basta legger gli elogi che ce ne hanno lasciato gli antichi scrittori. Due soli io ne trascelgo, Cicerone e Livio. Il primo, oltrechè spesso ne parla, e sempre con somma lode, così una volta tra le altre di lui ragiona (De Cl. Orat. n. 17). Qual uomo fu egli mai Catone, Dei immortali! Lascio in disparte il cittadino, il senatore, il generale d’armata. A questo luogo cerco sol l’oratore. Chi più di lui grave in lodare? Chi più ingegnoso ne’ sentimenti? Chi più sottile nella disputa e nella sposizion della causa? Le cento cinquanta sue Orazioni (che tante ne ho io finora trovate e lette) piene sono di cose e di espressioni magnifiche.... tutte le virtù proprie di un oratore ivi si trovano. Le sue Origini poi qual bellezza e qual eloquenza non hanno esse?.... Egli è vero che alquanto antico n’è lo stile, e incolte ne sono alcune parole, che così allora parlavasi; ma prendi a mutarle, il che egli allora non potè fare, aggiugnivi l'armonia, rendine più adorno lo stile.... niuno certamente potrai tu allora anteporre a Catone. Più magnifico ancora, perchè più universale, si è