Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/324

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libro terzo 275

agevolmente prender conforto dall’avere a compagne in questo esilio dal poetico regno l’elegie di Tibullo, di Properzio, di Ovidio, gli epigrammi di Catullo, e l’egloghe ancora e le georgiche di Virgilio. Or tornando a Lucilio, nacque egli, secondo la Cronica Eusebiana, l’anno 605 di Roma, e morì in Napoli, secondo la stessa Cronaca, l’anno 651 in età di quarantasei anni1. Egli è vero che Orazio di lui favellando usa l’aggiunto Senis (l. 1, sat. 1)j ma questa voce può ancor dinotare uomo vissuto a’ tempi antichi. Che egli fosse il primo scrittor di satire, chiaramente lo affermano

Orazio (ib.), Quintiliano (Instit. l. 10, c. 1), e Plinio il Vecchio (in praef. ad Hist. Nat.),

  1. L’epoche della nascita e della morte di Lucilio segnate dalla Cronica Eusebiana sono soggette a qualche difficoltà. Abbiamo da Velleio Patercolo (l. 2, c. 9) ch’egli accompagnò Scipione all’assedio di Numanzia, che cominciò l’anno 619, mentre Lucilio non avrebbe contato che quattordici anni, età non ancora opportuna alla milizia; e molto più che sappiamo da Appiano Alessandrino, che Scipione, oltre le antiche truppe e quelle della città e de re alleati, non condusse seco che 500 suoi clienti ed amici, fra’ quali non è probabile che volesse avere un fanciullo. Per ciò che appartiene alla morte, Lucilio fa menzione (Edit. Comin. p. 63) della legge suntuaria di Licinio; e se questa fu da lui pubblicata, come pensano alcuni, nel suo consolato l’anno 656, convien dire che almeno fino a quel tempo vivesse Lucilio. Ma altri vogliono ch’ei la pubblicasse essendo tribuno nel 651, nel qual’anno stesso si fissa la morte del poeta. A me non è lecito il trattenermi a lungo su tai minutezze che da altri potrannosi più agiatamente esaminare.