Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/328

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libro terzo 279

di Pompeo e di Crasso, e che nel secondo lor consolato in età di 17 anni prese la toga virile. Or questi furon consoli prima l’anno 683, poscia l’anno 698, e quindi non diciassette, ma quindici anni soli dovea allor contare Virgilio. Il Bayle due intere colonne del suo Dizionario ha impiegate a disputare sull’epoca della vita e della morte di Lucrezio. Io accenno i diversi sentimenti, e lascio che ognun segua qual più gli piace. Della maniera di sua morte così racconta la stessa Cronaca Eusebiana: Quindi da un amoroso beveraggio tratto in furore, avendo negli intervalli di sua pazzia scritti alcuni libri che da Cicerone furon poscia emendati, di sua mano si uccise l’anno quarantesimo quarto di sua vita. Questo beveraggio amoroso appena sembra credibile al Fabricio (Bibl. lat. l. 1, c. 4)- E certo il non aversi altro indizio di tal fatto che nella Cronaca Eusebiana, non ci toglie ogni dubbio che non sia questa per avventura una falsa popolar tradizione. Niun altro antico autore abbiam parimenti a testimonio di ciò che nella Cronaca si afferma, cioè che il poema di Lucrezio fosse da Cicerone corretto ee’emendato. Egli è vero però che nelle opere a noi pervenute degli antichi autori appena troviamo alcuna menzion di Lucrezio; onde non è maraviglia che delle circostanze di sua vita nulla essi ci abbiano tramandato.


Pregi e difetti del suo poema. IV. Checchè sia di ciò, abbiam il poema De Rerum Natura da lui composto, che basta a renderne il nome immortale. Niuno era vi stato ancor tra’ Romani che un filosofico sistema avesse