Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/341

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292 parte terza

Svetonio, un’altra ce ne ha data Giovanni Masson con somma diligenza descritta di anno in anno, e stampata in Leyden nel 1708. Ma degna è sopra tutte d’essere letta quella che ne ha scritto il co. Francesco Algarotti (Opere t. 3, ediz. livorn.), in cui le diligenti ricerche sulla vita e su’ costumi d’Orazio abbellisce con una singolare e tutta sua propria leggiadria di stile. Io dunque ripeterò in breve ciò che questi autori ne hanno scritto copiosamente; e qualche cosa mi verrà forse fatto d’aggiugnere all’erudite loro ricerche. Orazio stesso c’insegna l’anno in cui egli nacque, ove con un orciuol di vino parlando dice che amendue eran nati ad un anno medesimo sotto il consolato di Manlio.

O nata mecum, consule Manlio, ec.

I. 3, od. 21.

Or questi non può essere che L. Manlio Torquato, il quale hanno 688 fu console insieme con L. Aurelio Cotta. Di Venusia ancora sua patria egli parla non rade volte, e singolarmente ove dice essere incerto, se essa alla Lucania appartenga, ovvero all’Apulia, poichè posta a’ confini di queste due provincie:

 Lucanus, an Appulus anceps;
Nam Venusinus arat finerri sub utrumque colonus.

L. 2, sat. 1.

Ma di sè e della sua fanciullezza parla egli assai lungamente (l. 1, sat. 6); e dice in prima, che di padre libertino era egli nato, ed esposto perciò all’invidia del volgo, perchè ciò non ostante