Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/351

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
302 parte terza

di Roma 683, essendo consoli la prima volta Pompeo e Licinio Crasso, a 15 d’ottobre. Lascio da parte i prodigii che all’occasion di sua nascita avvennero al dir di Donato. Al giorno d’oggi il rammentare prodigi è lo stesso che risvegliare le risa; e per ciò che appartiene a questi di cui ora parliamo, volentieri li ripongo io pure tra’ puerili racconti. In Cremona prima, poscia in Milano, come anche la Cronaca Eusebiana racconta, e finalmente in Napoli attese agli studi della filosofia, in cui ebbe a maestro un cotal Sirone epicureo (Servius ad Ecl. 6 Virg.) della matematica e singolarmente della poesia. Anzi vi ha chi pensa che in quella prima era scrivesse alcuni di que’ piccioli componimenti che vanno sotto il suo nome, e che in molte edizioni delle sue opere si veggono impressi sotto il nome di Catalecta. Taluno di essi si vuol da alcuni che abbia veramente avuto ad autore Virgilio. Ma troppo deboli sono gli argomenti a provarlo, se se ne tragga quello della zenzala, latinamente culex, su cui certo Virgilio avea verseggiato (V. Fabric. Bibl. lat. l. 1, c. 12).

    Mantovani dovran decidere se questa opinione sia appoggiata a miglior fondamento che le altre. Io avvertirò solo che l’opinione che dà Piettole per patria a Virgilio, è piii antica di quello che il dott. Visi ha credulo. Perciocchè egli pensa che nascesse dopo i tempi di Buonamente Aliprando che scriveva ne’ primi anni del secolo xv. Or appunto in quegli anni, cioè nel tempo del Concilio di Costanza, Giovanni da Serravalle vescovo di Fermo, nel suo Comento inedito sopra Dante, di cui diremo altrove, dice Virgilio nato in Piettole: in villa nomine Piectola.