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304 parte terza

Mecenate e da Augusto, dell’amicizia e della protezione de’ quali godè egli poscia costantemente. L’Egloghe furono le prime poesie che il renderono illustre. Prese in esse ad imitare Teocrito, e l’imitator certamente o superò il suo originale, o almen pareggiollo. Veggasi ciò che si è detto nella Parte seconda di questa opera, ove si è parlato di Teocrito. Nella Vita scrittane da Donato si dice che tre anni egli impiegasse a comporle; e che l’altra opera a cui poscia per imitare Esiodo si accinse, cioè le Georgiche, in sette anni da lui fosse condotta a fine1. Egli intraprese finalmente il gran poema dell’Eneide, intorno a cui affaticossi lo spazio di undici o dodici anni. E nondimeno non era egli ancor pago del suo lavoro. Quindi portossi in Grecia, ove godendo di un più dolce riposo pensava di dargli l’ultimo compimento. Ma avvenutosi in Augusto che l’anno 734 tornava di Grecia a Roma, e invitato ad unirsegli nel viaggio, giunto a Brindisi vi morì a’ 22 di settembre in età di presso a cinquantun anni; intorno alla qual epoca si posson vedere le riflessioni del Bayle (loc. cit.).

  1. Le Georgiche di Virgilio meritavan qui di essere con più attenzione esaminate per farne conoscere i rari pregi. A questo mio difetto ha poscia felicemente supplito l’ab. Andres col farne una diligente analisi (Dell’Origine e progressi di ogni Letter. t. 2, p. 192). Veggasi anche su questo argomento il Saggio sopra i tre generi di poesia in cui Virgilio si acquistò il titolo di Principe, pubblicato in Mantova nel 1785 dal sig. ab. Gioachimo Millas.