Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/369

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320 PARTE TER7A però avvertire che un poemetto su tale argomento, che ora abbiamo sotto il nome di Emilio Macro, è di autore assai più recente, come osserva lo stesso march. Maffei. Di questi tempi fu pure C. Pedono Albinovano. Vuolsi da alcuni che a lui appartengano tre elegie inscrite ne’ Cataletti attribuiti a Virgilio, e che separatamente ancora sono state stampate sotto il nome di Albinovano, e fra le altre edizioni in quella di Amsterdam l’anno 1703 colle note di Teodoro Goral, ossia di Giovanni le Clerc, che sotto un tale nome si ascose. Ma altri vogliono che sian di tempo e di autor posteriore (V. Fabr. li ibi. lat. t. 1 , p. 263, e le Clerc Biblioth. choisie t. 1, p. 109). « Egli avea ancora composto un poema, rammentato da Ovidio (De Ponto l. 4, el. 10), sulle azioni di Teseo, e più altre poesie ». E finalmente Cornelio Severo, a cui molti attribuiscono il poemetto intitolato Aetna, stampato in alcune edizioni colle poesie di Virgilio, in altre co’ Cataletti, e separatamente nella mentovata edizione di Amsterdam (V. Fabric. loc. cit. p. 260, le Clerc loc. cit. p. 201, Petr. Bemb. de Aetna, ec.). Ma di questi meno illustri poeti basti il detto fin qui. Più copiose notizie se ne potranno avere da chi le desideri presso i due più volte citati autori, dico il Fabricio e il Vossio, e presso il Funcio nell’erudita sua Storia della virilità della Lingua latina. XXJX. Più a lungo ci tratterrà P. Ovidio Nasone, di cui abbiam dii ferito a parlare finora; perchè, quantunque egli fiorisse a’ tempi di Augusto, toccò nondimeno ancor qualche parte