Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/485

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VII. Vita, carattere t. opere di Saliu&lio. 436 PARTE TERZA frammento de suoi Commentarli, e di ciò che intorno ad essi abbia addoperato un cotal Giulio Celso, si posson vedere i due mentovati scrittori; che l’entrare in sì spinose e sì minute quistioni, e ci ritarderebbe di troppo, e di troppo annoierebbe i lettori. Aggiugnerem qui solamente che il primo libro della guerra Gallica ebbe l’onore di essere recato in lingua francese dal re Luigi XIV, e fu stampato in Parigi l’an 1661. Anzi Arrigo IV ancora avealo già tradotto, come affermano Isacco Casaubono (praef. ad Polyb.) e il P. Rapin (Refléx, sur l’hist § 28). VII. Più brevemente favellerem di Sallustio e di Cornelio Nipote. C. Sallustio Crispo nacque in Amiterno ne’ Sabini l’anno di Roma 668, e morì f anno 719 (V. Voss. de hist. lat. l. 1, c. 15). Chi ne legge le storie, facilmente si persuade ch’ei fosse un altro Catone; così severamente egli inveisce contro de’ vizii, e così spesso in lui s’incontrano sentimenti pieni di gravità e di senno. Ma egli era pago di aver la costumatezza nella sua penna, e nella sua vita fu uomo guasto affatto e licenzioso. Gellio recando l’autorità di Varrone (l. 17, c. 18) racconta che colto una volta in delitto, fu malconcio di battiture per man di Milone. Ammesso nel ruolo de’ senatori, ne fu poscia disonorevolmente cassato (Dio. l. 40); ma poi rimessovi da Cesare , fu da lui onorato di varii impieghi. Mandato al governo della Numidia, vi diè a conoscere la sua rapace ingordigia, e tornossene a Roma carico di rapine (id. l. 43). L’ab. le Masson nella prefazione premessa alla