Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/502

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LIBRO TERZO ^53 ricevuti dalla Biblioteca di Druntgeim nella Norvegia, ove fin allora erano stati nascosi. Di che avendo egli ragguagliato Filippo Beroaldo primo bibliotecario del Papa, questi gli rispose che portasse seco que’ libri a Roma, e che egli avrebbe procurato che oltre le spese del viaggio, se gli contassero subito mille scudi d’oro. Ma essendo frattanto morto Martino, que’ libri dispersi furono e lacerati da’ fanciulli e da altri non intendenti di tali cose. Ma a mostrare la falsità (di questo racconto, basta il riflettere che qui si afferma che il Gronning morisse l’anno 1521, mentre di ciò trattava col Beroaldo. Or egli è certo che Filippo Beroaldo il Giovane, di cui qui si parla, morì tre anni innanzi, cioè l’anno 1518. (V. Mazzucchel. Scritt. ltal. “ in ejus Elogio »). XV. Ma a dare nuovo fomento alla curiosità de’ semplici, non bastava il collocare l’opere intere di Livio nell’Arabia, nell’Ebridi, nella Dacia, nella Norvegia e in Brema. Conveniva cercarle ancora qualche cospicua biblioteca. E qual più cospicua di quella del Gran Signore? cui per altro non so se sia mai toccato in sorte ad alcuno di vedere, benchè molti viaggiatori pur ne ragionino (V. Struvii Introd. ad Notit. rei liter. c. 3, §. 1). Eppure udiamo il celebre viaggiatore Pietro della \ alle, il quale così scrive da Costantinopoli a’ 21 di giugno del 1615 (Viaggi t. 1, lett. 7): Nella libreria ottomana del serraglio, che e di qualche considerazione, perchè è quella che era già degli ultimi imperadori greci, con aggiunta anche di altri trovati per l’impero in diverse parti, xv. Uno di etti rreciesi da taluno nascosto nella l’i* !.liniera dei Gran Turco.