Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/521

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472 PARTE TERZA della Natura degli Ideili è un illustre testimonio delle cognizioni da lui acquistate nella storia naturale, nell’astronomia, nell’anatomia, e in tutte le altre scienze che allo studio d,ella natura appartengono. Vi s’incontrano, è vero, molte opinioni che la moderna fisica rigetta e deride; ma non vuolsene incolpar Cicerone più che gli altri più famosi filosofi de’ tempi addietro; anzi gli si dee gran lode, che tutto ciò che essi insegnarono , abbia egli si felicemente e sì elegantemente spiegato. Certo io non credo che più bella e più colta descrizione si possa legger di quella che del corpo umano egli ha fatta, per tacer di altre che potrebbonsi con ugual lode accennare (De Nat. Deor. l.1, n. 54). VI. Converrebbe ora entrare nella sì dibattuta quistione, quali siano stati i veri sentimenti di Cicerone in ciò che alla religione appartiene. A trattarla a dovere necessario sarebbe intraprendere un lungo esame delle sue opere, conciliare tra loro varii passi che sembrano interamente contrarii, distinguere i sentimenti proprii di Cicerone da quelli eli’ egli attribuisce ad altri, osservare le circostanze diverse in cui egli ragiona, ed entrare in somma in una tale discussione che troppo lungi ci condurrebbe, e potrebbe anche parere aliena dallo scopo di questa Storia. Ci basterà dunque lo stabilire alcuni generali principii, dai quali si potrà facilmente conoscere quali fossero i sinceri suoi sentimenti. E primieramente avea Cicerone lette ed esaminate attentamente le opere e le opinioni de’ più illustri filosofi, ed avea osservato quanto essi