Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/551

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í,02, partk terza otto arrone, ohe in tutie le scienze nveu .1 i non 01 ’hnarii progressi, ili questa ancora avea lasciato a’ posteri qualche monumento; perciocchè tra’ nove libri intitolati Delle Discipline, uno ve ne avea di aritmetica, di cui il Fabricio col testimonio di Vetrani.o Mauro afferma (lì ibi. lat. t. 1, p. 26) essersi conservata copia in Roma fino al secolo xiv. Ed è ben verisimile che la geometria ancora avesse trattata in quell’opera, perchè vedremo or ora che scrisse anche intorno all’architettura, la quale ne suppone una non leggiera cognizione (a). Noi troviamo innoltre nominato in Boezio un certo Albino che scritti avea libri di geometria e di dialettica, benchè di questi ultimi dica Boezio che non avea mai potuto vederne esemplare alcuno: Albinus quoque de iisdem rebus scripsisse perhibetur; cujus ego geometricos quidem libros editos scio, de dialectica vero diu multumque quaesitos reperire non valui (praef. Commen. in Aristot. de Interpr.). Chi fosse questo Albino, e a qual tempo vivesse, Boezio nol dice; ma parlandone egli come di antico autore, ci si rende verisimile ch’egli vivesse presso al tempo di cui trattiamo. XXIII. Prove ancora più chiare del suo sapere nelle matematiche e nella geometria singolarmente ci ha lasciato il celebre Marco, o, (n) Alle lodi di Varrone deesi aggiugnere ciò che ha osservato M. Uailly, recaudone la lestimoniaiua di Consolino, eh’ei fu il primo che facesse uso delle ecclissi per regolare la cronologia (Hist. de PAstron. Mod. t. i, p. 128, 49^, cc.).