Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/69

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20 prefazione

seguire il sentimento de’ mentovati autori? Che direbbero essi se un Tedesco pubblicasse una Biblioteca Germanica, e vedessero nominati in essa Fontenelle e Voltaire? Eppure non discendono eglino i Francesi da’ Franchi, popoli della Germania? Oltre di che, come proveranno essi che quegli scrittori discendessero veramente da’ Galli Transalpini? Eran forse essi i soli che abitassero que’ paesi? Niuno dunque eravi rimasto degli antichi abitatori di quelle provincie? Non potevano fors’anche molti dall’Italia Cispadana, o da altre parti esser passati ad abitare nella Traspadana? Gli stessi Maurini non hanno essi stesa la loro storia a tutto quel tratto di paese che or chiamasi Francia? Permettan dunque a noi pure che, usando del nostro diritto, nostri diciamo tutti coloro che vissero in quel tratto di paese che or dicesi Italia. Ad essa appartengono similmente l’isole che diconsi adiacenti, ed esse perciò ancora debbono in questa Storia aver parte, e la Sicilia singolarmente che di dottissimi uomini in ogni genere di letteratura fin da’ più antichi tempi fu fecondissima.

Gli stessi autori della Storia Letteraria di Francia si dichiarano (pref. p. 7) di voler dar luogo, tra’ loro uomini illustri per sapere, anche a quelli che, benchè non fossero nativi delle Gallie, vi ebbero nondimeno stanza per lungo tempo, singolarmente se ivi ancora morirono. Ed essi hanno in ciò eseguita la loro idea più ampiamente ancora che non avesser promesso. Perciocchè hanno annoverato tra’ loro scrittori, come a suo luogo vedremo, anche l’imperador Claudio, perchè a caso nacque