Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/93

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44 parte

non troppo chiare parole: Jam enim absoluta erat pictura etiam in Italia; parole le quali, a mio parere, non altro ci vogliono significare, se non che quando appena cominciava la pittura a conoscersi in Grecia, usata ella già era e perfetta in Italia. In questo senso e non altrimenti intese egli pure queste parole Davide Durand, che questo libro di Plinio tradotto in francese ed illustrato con note stampò in Londra l’anno 1725, della qual traduzione con somma lode si parla nella Biblioteca inglese (t. 13, p. 225). Or ecco in qual maniera traduce egli un tal passo. Mais ce que nous venons de dire des origines de la peinture ne regarde que la Grèce; car pour ce qui est de l’Italie il faut convenir que la peinture y avoit déjà acquis toute sa force et toute sa beauté avant Demaratus, puisqu’encore aujourd’hui il en reste des excellents morceaux plus anciens que Rome dans les débris du temple d’Ardée. Oltre di che, avendo Plinio trovato il più antico monumento di pittura greca intorno all’olimpiade xviii, e affermando che in Ardea, in Lanuvio e in Cere pitture vi erano più antiche di Roma, che fu fondata, secondo la cronologia del Petavio, nell’olimpiade vi; egli è evidente che Plinio afferma e prova che in Italia assai prima che in Grecia ebbe la pittura cominciamento.


E prima di tutti gli altri popoli d’Europa. XI. Ed ecco, per quanto da’ monumenti antichi si può raccogliere, assicurato questo non dispregevole onore all’Italia di avere essa prima de’ Greci usato della pittura. Dico prima de’ Greci: perciocchè io non voglio qui entrare in