Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/363

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(a) Scribonio dedicò il suo libro a Caio Giulio Callisto liberto dell’itnperadore t laudio, e con ciò ci mostra il tempo a cui egli scriveva , il quale ancora da altri passi della sua opera è manifesto. (i) Tnfone non poteva rammentare Scribonio, perchè anzi Scribonio si vanta di averlo avuto a maestro, e oltre ciò osserva M. Goulin che ’i r.fone era già morto quando Celso scriveva (l. rii. p. 228;. 3i>(j libro come suo maestro dallo stesso Scribonio (De Compos. medie ameni p. 471), e dovette perciò vivere al tempo medesimo del nostro Celso, di cui vuolsi da alcuni, ma senza ragione, che sia un libro delle Erbe, che da altri si attribuisce a Lucio Apuleio (V. Fabr. Bibl. lat. t. 2, p. 25). VIII. Contemporaneo a Celso fu il mentovato - Scribonio Largo, come da alcuni suoi passi raccoglisi chiaramente (De. Compos. medicament. c. 97, 120) (36). Ma di qual patria egli fosse, nol possiamo conghietturare. Di lui abbiamo un libro intitolato De Compositione Medicamentarum; il quale credono alcuni che da Scribonio fosse scritto in greco, e poi qualche secolo dopo recato in latino. Ma altri pensano che da lui fosse scritto in latino, quale or l’abbiamo (V. Fabr. Bibl. lat. t. 2:p.579). Checchè sia di ciò, egli è certo, come osserva il soprallodato M. Portal (t. 1, p. 71), che molte cose i medici che venner dopo, presero da Scribonio, senza pur fargli l’onore di nominarlo, di che egli arreca le prove tratte dalle opere di Trifone (37), di Glicone. cliTrasea, d’Aristo e d’altri medici e chirurghi dell’età