Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/365

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IX. Frrori commessi da altri nel ragi«»n.»re dui medico Demostene. 028 LIBKO singolarmente de’ quali niuna opera ci è rimasta. IX. Per questa ragion medesima io ho lasciato di parlar di Demostene medico natio di Marsiglia, che visse verso questo medesimo tempo, e molto più ch’io non trovo argomento alcuno a provare ch’ei dimorasse in Roma. Solo, giacchè ne ho fatta menzione, avvertirò un errore in cui, s’io non m’inganno, sono caduti i moderni autori che di lui han parlato, e singolarmente i Maurini nella Storia Letteraria di Francia (t. 1, p. 208), e il loro compendiatore l’ab. Longchamps (Tabl. hist, ec. t. 1, p. 86). Essi dicono che Demostene scrisse tre libri sulle malattie degli occhi, e citano l’autorità di Galeno e di Aezio. Prima di essi avea ciò asserito il Fabricio (Bibl. gr. t. 13, p. 138), il quale anche arreca le parole stesse di Galeno. Ma io nel luogo da lui accennato (De differ. pulsuum l. 4, c. 5) trovo che Galeno nomina tre libri intorno a’ polsi; e dove il Fabricio nel testo greco legge Trqsi ¿(pSxAuùv. io leggo nell’edizion del Carterio mpl; e nella traduzion latina leggo de pulsibus, e non de oculis, come secondo il Fabricio dovrebbe leggersi. Io non ho potuto vedere l’edizion greca di Aldo, di cui par che valgasi il Fabricio; ma parmi impossibile che Galeno in quel luogo ove spiega le opinioni di Demostene intorno a’ polsi, nomini i libri da lui scritti intorno agli occhi; e il contesto medesimo che lo persuade; perciocchè Galeno venendo a spiegare le dette opinioni, dice: Hic tres reliquit de pulsibus libros apud mullos commendatosi