Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/451

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414 libro

essere uno dei più dotti uomini del suo tempo Avea un’erudizion prodigiosa fino da quell’età che non suoe’essere capace che de’ primi elementi. Poichè fu bastantemente nudrito della letteratura degli autori greci e latini, pensò essere omai tempo di usare de’ materiali che avea raccolti. Li attività della sua immaginazione non lasciavagli (quasi luogo aa’altra scelta che della eloquenza, o della poesia. Ei si vol.e alla prima; e la gloria che acquistossi in questa luminosa carriera, è fondata su diverse opere) di cui Capitolino fa grandissimi encomiii L’elogio non può essere più eloquente. Ma il valoroso autor mi perdoni, se io mi fo a chiedergli con rispetto quali prove egli possa arrecare di sì gloriose asserzioni. Ove ha egli trovato che Antonino senza guida alcuna apprendesse le scienze? Ove, che ei fosse un de’ più dotti uomini del suo tempo? Ove, che ancor giovinetto avesse un’erudizion prodigiosa? Ove, che ei facesse professione di eloquenza? In quae’edizione finalmente di Capitolino ha egli trovato che questo autore faccia encomii dell1 opere di Antonino, o almen le accenni? Io certo nulla vi veggo di tutto ciò, nè in alcun antico autore incontro ombra o vestigio di quelle sì grandi cose che questo scrittor ci racconta. Anzi Giulio Capitolino afferma che alcune orazioni che correvano sotto il nome di questo principe, credevasi comunemente che fossero altrui lavoro; benchè Mario Massimo sostenesse ch’egli erane veramente autore (c. 11). Come dunque e con qual fondamento l’ab. Longchamps ha potuto formare aA’Antonino un sì magnifico elogio? Ma rimettiamoci in sentiero.